Cosa avete portato a casa dalla vostra ultima escursione con Piedi in Cammino? Qualche foto del Monte Pisano? un paio di scarpe consumate? Una fastidiosa vescica? Un sasso raccolto sul sentiero? Una nuovo incontro? Oppure solo un semplice ricordo…Filippo, uno dei nostri “camminatori”, ha preso tutto questo e tanto altro e l’ha messo in un simpatico racconto. E non su un’escursione qualsiasi, ma su un’autentica strada per pellegrini (veri o improvvisati): la Via Francigena.

E, pensate un po’, l’hanno pure premiato!

Ora vi diciamo com’è andata.

Nel lontano novembre 2017, il nostro autore-escursionista, in compagnia di alcuni soci e della guida Francesca, si è ritrovato, proprio mentre si apprestava a percorrere una tappa dell’impegnativo Cammino, nientepopodimeno che alla premiazione del primo concorso per racconti dedicati alla Francigena. In realtà, i nostri aspiranti pellegrini avrebbero indossato gli scarponi solo l’indomani e quella sera si stavano dedicando a tutt’altro: una cena a base di pici e vino rosso nel famoso Bar dell’Orso di Monteriggioni. Ma il caso volle che la premiazione fosse proprio da quelle parti. La combinazione di eventi era troppo invitante: un premio dedicato alla Francigena proposto a chi la Francigena se la stava “conquistando” a piccoli passi.

Proprio Francesca, la nostra intraprendente guida di Piedi in Cammino, dal 2017 cominciava ad organizzare trekking di 3-4 giorni sulla Francigena Toscana: i nostri camminatori erano appunto reduci da una San Miniato-Siena nel mese di settembre, e due mesi dopo erano tornati sul luogo del delitto per una rimpatriata.

“Oh! Bisogna che tu scriva un racconto!”, fu la proposta di Francesca, che conosceva le velleità di scrittore di Filippo. Quest’ultimo, forse a causa di qualche bicchiere di troppo, fu lusingato dall’idea, anche pensando che molti concorsi non vanno mai oltre la prima edizione. Ma, come era lecito attendersi, la Francigena aveva un sacco di santi in Paradiso, e il bando uscì!

“Potranno partecipare al premio autori, esordienti e non, scritti in lingua italiana, che sappiano presentare (attraverso la forma del racconto) il tema del viaggio lungo i percorsi dell’antica Via Francigena e degli altri cammini nelle più diverse accezioni.”

Questo recitava il sito della Betti Editrice di Siena, organizzatrice del concorso “Intanto parto… Racconti e parole in cammino” e sostenuta dall’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) e la Regione Toscana. Sembrava proprio pensato apposta per Filippo, pellegrino della domenica e scrittore a tempo perso. L’uscita del bando fu l’inizio di una lunga serie di pressanti richiami alla promessa fatta in quella sera di novembre. All’ennesimo “allora hai scritto?”, Filippo si arrese e cominciò a pensare al suo racconto.

In realtà nella sua testa, i giorni trascorsi sulla Francigena avevano già prodotto una serie di “cose” da portare a casa e l’idea del racconto fu solo il contenitore giusto per metterle insieme.

Raccontare un’esperienza di cammino non è mai banale, ognuno porta con sé qualcosa di diverso, di unico, di particolare. La Francigena amplifica al massimo questa sensazione: i paesaggi, la storia, la spiritualità, gli incontri che caratterizzano questo cammino sono qualcosa di realmente straordinario nella loro semplicità.

Voi, per esempio, cosa avreste messo nel “vostro” racconto di viaggio? Qualcuno potrebbe rimanere colpito dai panorami, dai sentieri che si snodano nei boschi, da un ruscelletto in cui ha bagnato i piedi in una calda giornata estiva… qualcun altro dalla riscoperta di antichi percorsi che portano a visitare luoghi ricchi di storia e di spiritualità… qualcun altro dall’esperienza mistica di pernottare in antichi conventi ed ospitali come gli antichi pellegrini… qualcun altro dal raggiungere la meta superando i propri limiti fisici e mentali in un’esperienza totalmente introspettiva… Filippo, invece, con la “sua” Francigena ci parla di incontri: non un semplice cammino, ma un’unione di infinite storie, ognuna con la sua ricchezza e peculiarità. Ogni giorno, attraverso una frase, uno sguardo, un sorriso, un tratto di strada percorso insieme, si costruisce un’esperienza unica ed irripetibile. Non una strada fatta di chilometri e tappe, ma di persone ed emozioni condivise. Diverse età, nazionalità, approcci al cammino e alla vita, in comune solo il percorso di una giornata.

“La Mia Francigena” è in realtà un modo per dire che ognuno di noi può raccontare e vivere una storia diversa su questo cammino. Alla domanda “tu cosa hai trovato sulla Francigena?” ognuno potrebbe rispondere in modo differente, e non esiste una risposta buona per tutti. Quindi non resta che provare questo cammino (o ripeterlo, se già lo avete fatto) e cercare di raccontare anche voi la “vostra” Francigena, senza per forza dover partecipare ad un concorso (a meno che non abbiate a che fare con una guida particolarmente assillante!).

 

 

 

 

Nel frattempo, se avete voglia o se vi abbiamo incuriosito, potete leggere il racconto di Filippo, che ha ricevuto una menzione speciale nella seconda edizione del concorso, ed è stato selezionato per la pubblicazione nel volume “La nostra Francigena – l’inatteso di un cammino” edito da Betti.

E intanto…leggetevi la creazione di Filippo Cirino.

 

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