• 25 novembre 2015
Il Monte Pisano

Monte Pisano e non Monti Pisani, in quanto si tratta di un acrocoro ben configurato e compatto di cui fanno parte diverse cime. Il singolare, invece del plurale in quanto è adottato autorevolmente da studiosi – dal Repetti (Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana) al Boncinelli al Nuti – e da enti affermati, come il Touring Club Italiano che, al singolare, lo riporta nella sua cartografia  e il Gruppo Speleologico di Pisa. Del resto io già lo usai, al singolare, nella mia monografia della provincia di Pisa, edita nel 1969-71.

È auspicabile che anche l’Istituto Geografico Militare si adegui a questa logica in quanto il Monte Pisano ha una sua ben precisa conformazione morfologica, come si può vedere meglio nella foto aerea da satellite, sia nell’ambito della Toscana occidentale sia, più in particolare, nel sistema montuoso subappenninico o delle Alpi Apuane.

Il Monte Pisano è un acrocoro che, come propaggine meridionale delle Alpi Apuane, si estende per 15200 ha. a nord dell’Arno, superficie ripartita in parti pressoché uguali tra la provincia di Lucca a nord, e la provincia di Pisa a sud.
Amministrativamente la superficie è altresì ripartita tra 6 Comuni: Lucca (3020 ha.), Capannori (4450 ha.) della provincia di Lucca; Buti (2120 ha.) Vicopisano (1400 ha.) Calci (2220 ha.) e San Giuliano Tenne (1990 ha.) interessando marginalmente anche Bientina e Calcinaia, della provincia di Pisa. Ripartizioni dalle quali si conferma una superficie complessiva dell’ area pisana di 7.730 ha. e dell’ area lucchese in 7.470 ha.
Il territorio disegna una figura irregolare che si allunga da nord-ovest a sud-est per lunghezza massima (da Ripafratta a Cascine di Buti di circa 21 km) e una larghezza minima di Km. 7,5 da San Giuliano a Pontetetto.
Per la sua dislocazione geografica – latitudine nord 43° 41′ e 43° 50′ longitudine est 28° 4′ 28″ e 28° 15′ 4″ – gode del privilegio di trovarsi in una zona climatica particolarmente felice, anche se i due versanti si differenziano abbastanza nettamente.

Dice il prof. Nuti, nella sua relazione: “La sua posizione topografica isolata nella regione interna dell’Alto Tirreno, è rimasta come un segno a natura, morfologico e figurativo, più vicino alla genesi ambientale. Nelle pianure limitrofe invece, le colture agrarie, le sedi urbane e le reti stradali hanno proiettato nello spazio le esigenze dinamiche e produttive a società“.
Per cui “Il Monte Pisano appare struttura biofìsica che determina una distanza di posizione e di isolamento essenziale contro il carico demografìco di tutta l’unità geografica che ha in pianura un reticolo polare di grande patenzialità per i rapporti tra i centri urbani, le sedi temporanee e le arterie di flusso, ed è soggetta per questo a continue invadenze d’uso e di consumo dello spazio. D’altra parte mentre i processi inquinanti hanno concentrato negli invasi dei bacini imbriferi di fondo valle i movimenti stocastici di rifiuto, il Monte Pisano è venuto ad assumere la figura ecologica di uno scambiatore di correnti ed al tempo stesso quella di un volano di riserva, che a diverse quote può rigenerare con la copertura vegetale e preservare l’ ambiente fisico e climatico di tutto l’intorno territoriale“.
Fino a concludere ”Il Monte Pisano rappresenta, per i valori naturali, un punto focale nell’ intorno territoriale, che si estende nell’ unità geografica dell’ Alto Tirreno fino alle foreste liloranee ed alle pianure lungo l’Arno ed il Serchio “.

Proprio di qui la sua validità ambientale, economica e sociale, di epicentro privilegiato tra città importanti come Pisa, Lucca, Livorno, Viareggio, Montecatini, Pontedera, Cascina, Capannori e tra due pianure popolose e ricche di monumenti e di attività produttive, come la Pianura Pisana e la Pianura Lucchese, l’alveo del Lago di Bientina e la Valdinievole. Una posizione di privilegio, come una stupenda terrazza naturale, ancora da scoprire e da godere, protesa nel cuore di una delle più belle regioni d’Italia.

Delimitato dal corso dell’Arno a sud, dal corso del Serchio a ovest, dall’ alveo dell’antico Lago di Sesto a oriente e dalla pianura lucchese a nord, il Monte Pisano gode di una dislocazione ben precisa e particolarmente felice dal punto di vista geografico e da quello panoramico e paesaggistico. Infatti, mentre a nord consente di spaziare sul preappennino della Garfagnana e della Val di Nievole; a ovest la prossimità della costa tra Viareggio e Livorno consente di spingere lo sguardo per tutto l’orizzonte marino dalla penisola di Lerici fino alle isole dell’Arcipelago Toscano, dalla Gorgona alla Capraia. E mentre a mezzogiorno oltre la Pianura Pisana, consente di scorgere, in successione, le Colline Livornesi, le Colline Pisane e le Colline Metallifere; ad oriente, al di là dell’antico alveo del Lago di Bientina, per il solco dell’Arno, lo sguardo può spingersi nell’antico istmo del Monte Albano fino al Monte Morello che sovrasta Firenze.

È nell’acrocoro che si possono riconoscere rilievi e cime particolari, come Monte Serra (m. 917 s.l.m.), il Monte Cascetto (m. 900), lo Spuntone di Sant’Allago (m. 870), il Monte Faeta (m. 829), il Verrucchino (m. 766).

E ancora, sul versante settentrionale: fino al Monte Maggiore (451), Monte Romagna (513), Monte Orma, Monte Moriglion di Penna (542), Monte Del Carrara (604), Monte delle Croci (456) Monte Zano (159), M. Vallore (542) M. Trabardatica (412), Monte Cupola (440) Monte delie Venti (112), Monte Formicosa (633), Monte Castello (236), Monte Piano (874).
Sul versante meridionale: Le Polle (371), Monte Cucco (144) La Costa, Cima Stipareccia (464), La Lombardona (630), Monte Gentivola (801), Prato a Ceragiola (635), Monte Cimone (705), M. Aspro (476), Monte Roncali (377), Monte Castellare (161), Sasso della Dolorosa (681), Sasso della Bella Rosa e Monte Verruca (537), Monte Bianco, Monti Bianchi.
Per cui le uniche aree pianeggianti, a guisa di altopiano, sono quelle di Sant’Allago (o Santallago) m. 780 s.l.m. e di Pianbello a 680 m.
Il sistema montuoso rappresenta nel suo insieme una dellearee geologiche più importanti della Toscana e dell’ intero Appennino centro-settentrionale.
Il Monte Pisano è, dunque, un acrocoro che, come propaggine meridionale delle Alpi Apuane, ha una estensione di 15.200 ha. a nord dell’Arno.

Per la sua dislocazione geografica, gode del privilegio di trovarsi in una zona climatica particolarmente felice, anche se i due versanti si differenziano abbastanza nettamente: esposto a tramontana quello lucchese, esposto a scirocco quello pisano, questo aperto ai venti marini più di quello lucchese.

Un viaggio che evidenzia, oltre che alle caratteristiche geologiche e geografiche del Monte Pisano, quelle storiche (castelli, borghi, rocche, chiese, ville) e ambientali (dai corsi d’acqua alla viabilità, fino alla sentieristica, la flora, la fauna e le grotte), sia sul versante pisano che su quello lucchese. A corollario, un apparato illustrativo di prim’ordine che si avvale di numerose fotografie, di 29 antiche carte e stampe, nonché di dieci carte topografiche recenti e altrettante carte tematiche a colori.

tratto da Monte Pisano di Giuseppe Caciagli, Arnera Edizioni 1997

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