Con l’arrivo della primavera torna uno degli eventi culturali più attesi dagli amanti del patrimonio italiano. Le Giornate FAI di Primavera rappresentano da oltre trent’anni un’occasione unica per visitare luoghi spesso chiusi al pubblico, tra palazzi storici, dimore nobiliari, giardini segreti e siti di grande valore artistico.
L’edizione 2026, in programma sabato 21 e domenica 22 marzo, promette ancora una volta un viaggio straordinario nella bellezza del Paese. In tutta Italia saranno aperti circa 780 siti tra città, borghi e paesaggi culturali, offrendo ai visitatori l’opportunità di scoprire luoghi poco conosciuti e storie che raccontano l’identità più autentica del territorio.

La nuova edizione dell’iniziativa organizzata dal Fondo per l’Ambiente Italiano coinvolgerà centinaia di città e località da nord a sud. L’offerta è particolarmente varia: dalle ville storiche ai castelli, dagli edifici istituzionali ai giardini monumentali, fino a luoghi insoliti che raramente aprono le porte ai visitatori.
I luoghi da scoprire nelle Giornate FAI di Primavera 2026
Tra le esperienze più particolari di quest’anno c’è anche la possibilità di visitare spazi normalmente inaccessibili, come alcune prefetture, complessi religiosi, scuole storiche e strutture legate alla storia industriale del Paese. In alcuni casi sarà possibile entrare anche in luoghi iconici dello sport, come lo stadio Diego Armando Maradona di Napoli, dove i visitatori potranno percorrere il cosiddetto “miglio azzurro”, lo stesso tragitto che i calciatori compiono nei giorni di partita.
A Roma uno dei luoghi più affascinanti aperti per l’occasione è Palazzo Corrodi, costruito all’inizio del Novecento dal pittore Hermann Corrodi come spazio dedicato ad artisti e scultori. Il palazzo ospitò anche la casa-studio del celebre poeta Trilussa, diventando nel tempo un punto di riferimento culturale della capitale. Sempre nella città eterna sarà possibile visitare anche il monumentale Palazzo della Cancelleria, uno dei più importanti esempi di architettura rinascimentale romana.
Nel capoluogo lombardo, invece, tra i luoghi più attesi figura Palazzo Turati a Milano, storica residenza in stile neorinascimentale costruita alla fine dell’Ottocento. L’edificio oggi ospita la sede dell’Istituto Marangoni e per l’occasione permetterà di ammirare sale affrescate e installazioni dedicate alla storia della moda italiana.
Non mancano luoghi legati al mondo dello spettacolo e dell’arte. A Cornaredo, alle porte di Milano, sarà possibile entrare nella storica attrezzeria Rancati, laboratorio fondato nel 1875 che ha fornito oggetti di scena per celebri film e produzioni teatrali. Tra mobili, costumi e scenografie si scopre un pezzo di storia del cinema italiano.
Tra i borghi più suggestivi aperti durante l’evento spicca Barga, in Garfagnana, incastonato tra le Alpi Apuane e l’Appennino. Il paese ha origini antichissime e conserva un importante patrimonio medievale. Durante le giornate del FAI sarà possibile visitare il duomo romanico e alcuni luoghi legati alla figura di Giovanni Pascoli, che visse a lungo in questa zona.
L’edizione 2026 dedica inoltre un’attenzione speciale ai luoghi legati a San Francesco d’Assisi, nell’anno in cui ricorrono gli ottocento anni dalla morte del santo. Tra le tappe più suggestive ci sono il complesso francescano di San Fortunato a Montefalco, con affreschi attribuiti a Benozzo Gozzoli, e il Bosco di San Francesco ad Assisi, dove è installata l’opera artistica “Terzo Paradiso” di Michelangelo Pistoletto.
A rendere possibile questo grande evento culturale è anche il lavoro di oltre 7.500 volontari e circa 17.000 studenti, formati come “Apprendisti Ciceroni” per accompagnare i visitatori alla scoperta dei luoghi aperti durante il weekend.
Le Giornate FAI di Primavera non sono soltanto un’occasione per visitare monumenti e siti storici, ma rappresentano soprattutto un invito a riscoprire e proteggere il patrimonio culturale e paesaggistico italiano. Un appuntamento che ogni anno coinvolge migliaia di persone e che continua a raccontare la straordinaria ricchezza del territorio italiano.





