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Il mondo intero guarda qui quando si parla di buon cibo: la classifica

Ci sono classifiche che misurano la ricchezza, altre il benessere. E poi ce ne sono alcune che raccontano qualcosa di più profondo: il modo in cui un luogo sa prendersi cura delle persone attraverso il cibo. Non è solo una questione di ristoranti o ricette celebri, ma di identità, memoria, quotidianità.

Ogni anno milioni di viaggiatori scelgono una destinazione spinti da un profumo, da un piatto assaggiato una volta, da un racconto sentito a tavola. Ed è proprio osservando queste scelte che emergono gerarchie sorprendenti, capaci di ribaltare ogni stereotipo.

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A raccogliere e ordinare questo patrimonio è Taste Atlas, una vera enciclopedia mondiale del gusto che cataloga migliaia di piatti tradizionali, specialità locali, ristoranti iconici e città simbolo della gastronomia.

Il metodo è semplice ma poderoso: centinaia di migliaia di valutazioni, incrociate con schede storiche e culturali, per restituire una fotografia il più possibile fedele di dove si mangia davvero meglio nel mondo. Non mode passeggere, ma tradizioni vive, replicate ogni giorno.

Solo a metà del racconto, però, si scopre il dato che ha fatto rumore più di tutti.

La rivelazione: le 10 città dove si mangia meglio (e il dominio italiano)

Per il biennio 2025–26, la classifica di Taste Atlas parla chiarissimo: le prime quattro posizioni sono italiane, e ben sei città italiane entrano nella top 10 globale. Un dominio netto, che non riguarda solo la quantità, ma la qualità assoluta delle esperienze gastronomiche.

Al primo posto si conferma Napoli, incoronata migliore città gastronomica del mondo. A convincere giudici e utenti sono piatti diventati universali: pizza margherita, sfogliatella, spaghetti alle vongole, gnocchi alla sorrentina. Una cucina popolare e identitaria, capace di parlare a tutti senza perdere autenticità.

Seconda in classifica Milano, premiata per il risotto allo zafferano, la cotoletta, l’ossobuco e il panettone, simbolo di una tradizione che unisce rigore e opulenza. Terzo gradino per Bologna, dove ragù, tortellini e lasagne continuano a rappresentare un punto di riferimento mondiale per la cucina di casa.

Subito fuori dal podio c’è Firenze, seguita da Mumbai, unica non europea nella parte alta della classifica. Poi ancora Italia con Genova, mentre Parigi, Vienna, Roma e Lima completano la top 10.

La classifica completa

  1. Napoli

  2. Milano

  3. Bologna

  4. Firenze

  5. Mumbai

  6. Genova

  7. Parigi

  8. Vienna

  9. Roma

  10. Lima

Il risultato è inequivocabile: la cucina italiana non è solo patrimonio nazionale, ma linguaggio globale. E mentre il mondo cambia, a tavola l’Italia continua a dettare il ritmo. Non per nostalgia, ma per una straordinaria capacità di restare fedele a sé stessa.

Published by
Marta Zelioli