Approfondiamo questo tema di grande interesse per noi escursionisti nell’intenzione di far conoscere a più persone possibile che cosa sia la R.E.T. e quali siano gli scopi che la Regione Toscana vuole raggiungere nel territorio che amministra.

Con la Legge Regionale 20 marzo 1998, n. 17 “Rete escursionistica della Toscana e disciplina delle attività escursionistiche” pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana – N. 10 del 30/3/1998 vengono stabilite nell’Art. 1 le finalità che la legge si prepone.

Art. 1 La Regione Toscana, nell’ambito delle azioni tese alla conoscenza, valorizzazione e tutela del proprio patrimonio ambientale, delle tradizioni locali e dei caratteri culturali e storici del paesaggio toscano, favorisce lo sviluppo dell’attivita’ escursionistica quale mezzo per realizzare un rapporto equilibrato con l’ambiente e per sostenere un sviluppo turistico compatibile, promuove il recupero della viabilita’ storica, la realizzazione della rete escursionistica e dei sentieri, nonche’ la realizzazione di attrezzature correlate.

Ma che cos’è la R.E.T. ? Ne troviamo definizione nell’ Art. 3 che andiamo a citare:

1. Ai fini della presente legge è Rete Escursionistica Toscana (R.E.T.) l’insieme delle strade carrarecce, mulattiere, sentieri, piste, ancorché vicinali e interpoderali che, ubicate al di fuori dei centri urbani ed inserite nel catasto di cui all’art. 4, consentono l’attività di escursionismo.

2. E’ inserita nella R.E.T. la viabilità che abbia una o più delle seguenti caratteristiche:

a) sia compresa nei parchi, nelle aree protette e nelle riserve naturali, di cui alla L. 6 dicembre 1991, n. 394 e alla LR 11 aprile 1995, n. 49;
b) sia compresa nelle zone di particolare interesse ambientale, di cui alla L. 8 agosto 1985, n. 431;
c) sia identificata come complementare e funzionale alla viabilità di cui alle lettere a) e b);
d) sia identificata come funzionale alla realizzazione del sistema a rete della viabilità escursionistica toscana;
e) sia riconosciuta di interesse storico-ambientale.

3. La R.E.T. si articola in viabilità:

a) di interesse comunale, nei casi di percorrenze limitate all’ambito territoriale di ogni singolo Comune con possibili brevi e funzionali sconfinamenti;
b) di interesse provinciale, nei casi di percorrenza con attraversamento del territorio di più Comuni, ovvero di itinerari a lunga percorrenza;
c) interna ai parchi, nei casi di itinerari escursionistici tracciati nel territorio dei parchi di cui alla L. 6 dicembre 1991 n. 394 e alla LR 11 aprile 1995 n. 49.

4. La viabilità ricompresa nella R.E.T. è considerata, ai sensi della presente legge, di interesse pubblico in relazione alle funzioni e ai valori sociali, culturali, ambientali, didattici e di assetto del territorio insiti in essa e riconosciuti nelle attività ad essa pertinenti e correlate.

5. La R.E.T. è considerata risorsa essenziale del territorio ai sensi dell’art. 2 della LR 16 gennaio 1995, n. 5 e successive modifiche ed è inserita nel Sistema Informativo Territoriale di cui all’art. 4 della legge medesima.

6. Nelle strade di cui al comma 1, anche non inserite nella R.E.T., l’apposizione di segnaletica rivolta agli escursionisti e’ comunque soggetta alle norme del regolamento di cui all’art. 6.

Da qui nasce l’esigenza di istituire un Catasto dei Sentieri come specificato all’Art. 4 di questa stessa legge ma è nell’art. 6 del Decreto del Presidente della Giunta Regionale 14 dicembre 2006, n.61/R che se ne forniscono le caratteristiche tecniche.
Infatti la pianificazione delle reti sentieristiche si completa con le opere sul campo e con la realizzazione del Catasto dei Sentieri, fondamentale mezzo per archiviare, conoscere e organizzare le informazioni ed i dati tecnici associati ai sentieri.

Sempre con riferimento al Regolamento R.E.T., art. 6, un catasto o inventario dei sentieri deve comprendere le seguenti informazioni:

  • zona di appartenenza del sentiero;
  • numero del sentiero e sua eventuale denominazione;
  • riferimenti cartografici relativi alla Carta Tecnica regionale (CTR) alla scala 1:10.000;
  • località di inizio, fine e sul percorso con le relative quote;
  • emergenze storiche, architettoniche, archeologiche, naturalistiche;
  • tempi di percorrenza in entrambi i sensi di marcia;
  • difficoltà in base alla classificazione CAI T, E, EE, EEA;
  • eventuale particolare destinazione dell’itinerario;
  • possibilità di percorrere l’itinerario anche a cavallo o con la mountain-bike, totale o parziale;
  • eventuali aree attrezzate per la sosta, punti tappa, punti ristoro e centri di accoglienza, informazione e documentazione lungo l’itinerario;
  • presenza di sorgenti o fontane di acqua potabile sul percorso;
  • caratteristiche e descrizione del percorso, delle eventuali peculiarità storiche, culturali, naturali, paesistiche;
  • indicazione che i territori attraversati sono coltivi, boschi, prati;
  • specifica relativa allo sviluppo dell’itinerario sul fondovalle, sul crinale, sulla mezza costa, sulla endice o in pianura;
  • condizioni di percorribilità e lo stato della segnaletica, da aggiornare ogni volta che si procede alla manutenzione dell’itinerario;
  • notizie relative all’attraversamento di terreni demaniali o privati; alla percorrenza di strade statali, regionali, provinciali o comunali con fondo stradale asfaltato o sterrato; alla percorrenza su carrareccia, pista, mulattiera, sentiero o traccia di sentiero; ultima data di manutenzione del sentiero;
  • soggetto competente per manutenzione e una persona di riferimento.

Riportiamo stralci di un articolo apparso su Toscana Notizie (Agenzia di informazione della Giunta Regionale) del 1 febbraio 2005 scritto da Federico Taverniti che ne pubblicizza la realizzazione:

Rete escursionistica toscana: l’atlante dei sentieri sul web
Realizzata dalla Regione e dal Cai in collaborazione con la cooperativa Ischetus

<< Una vera e propria banca dati on-line contenente la mappa dettagliata (in scala 1:10.000) di tutti i sentieri toscani, comodamente e gratuitamente consultabile su internet. Un progetto gestito e realizzato dalla Regione in collaborazione con il CAI toscano (insieme alla cooperativa Ischetus di Firenze che ne ha curato la ‘digitalizzazione’) per consentire a tutti gli appassionati di trekking di programmare le proprie escursioni e verificare lo stato di percorribilità e manutenzione dei sentieri.
Settemila chilometri di sentieri mappati e digitalizzati sfruttando la cartografia regionale 1:10.000 e l’esperienza e l’affidabilità delle 23 Sezioni del CAI toscano. La consultazione on-line permette di visualizzare una versione digitale del sentiero prescelto, scomposto in ‘tratte’ essenziali, e di ottenere tutta una serie di informazioni di primaria importanza per chi decide poi di mettersi in cammino come ostacoli, segnaletica, vie di fuga, punti di ristoro, le caratteristiche della vegetazione e della fauna, la presenza di attrezzature tecniche, la larghezza, le condizioni del fondo, la morfologia del terreno, il grado di difficoltà, la lunghezza e l’altimetria. Insomma un vero e proprio atlante topografico a disposizione di tutti per programmare con tranquillità le proprie camminate all’aria aperta. >>

Sono passati quasi 6 anni dall’uscita di questo articolo e ad oggi la “R.E.T.” è consultabile su internet ma tutti questi dati di cui si parla non sono ancora accessibili; oltretutto è necessario aggiornare la sentieristica in essere perchè alcuni dei sentieri visualizzabili on-line, e ci riferiamo in particolare alla nostra principale area d’interesse e cioè quella del Monte Pisano, non risultano ad oggi percorribili.

Il link di accesso alla consultazione della R.E.T è il seguente:


R.E.T.
http://www.rete.toscana.it/sett/territorio/carto/atlante/sentieri/sentieri.htm

qui troverete specificato che “la complessa banca-dati topografica, fatta di sentieri digitali come somma di “tratte” essenziali, presto verrà arricchita dalle notizie relative alla percorribilità e alla manutenzione: ostacoli, segnaletica, vie di fuga, punti ristoro, oltre a vegetazione e fauna, attrezzature tecniche, larghezza, condizioni del fondo, morfologia del terreno, grado di difficoltà”.

Piedi in Cammino si prefigge lo scopo di implementare al più presto i dati disponibili sulla R.E.T. collaborando con i Comuni, le Province, le Comunità Montane della Toscana e la stessa Amministrazione Regionale.

Dal 20 marzo 1998 sono passati troppi anni e c’è ancora tanto da fare!

Michele Colombini
Guida Ambientale Escursionistica
Presidente dell’Associazione Piedi in Cammino




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